Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'intervento del Commissario Nico Dambrosio della Sezione Altamurana di Alleanza Nazionale.
Da segretario del MSI nel 1987 a vicepremier ed ora ministro degli Esteri nel II governo Berlusconi al posto di Frattini, neo-commissario UE: è una storia politica lunga quella di Gianfranco Fini, presidente di An, nato a Bologna il 3 gennaio 1952.
Sposato, una figlia di 19 anni, è laureato in psicologia ed è giornalista professionista dal 1979.
Il percorso politico di Fini inizia nel '69 a Bologna, quasi per caso: si trova alla proiezione del film di John Wayne “I berretti verdi” e si trova coinvolto in uno scontro fisico con giovani di estrema sinistra.
Il percorso politico di Fini inizia nel '69 a Bologna, quasi per caso: si trova alla proiezione del film di John Wayne “I berretti verdi” e si trova coinvolto in uno scontro fisico con giovani di estrema sinistra.
Questo episodio, come ha raccontato spesso lo stesso Fini, lo spinge ad aderire idealmente all'Msi, anche se finché rimane nella sua città non intraprende una vera militanza politica.
Solo nel '71 inizia la sua carriera, quando si trasferisce a Roma e conosce Giorgio Almirante, figura per lui determinante e di cui diventerà più tardi il 'delfino'.
Fini, un nonno paterno militante comunista e uno materno che aveva fatto la marcia su Roma, nel '77 è segretario del Fronte della Gioventù e nell'83 viene eletto per la prima volta deputato della Camera, dove resterà per 21 anni consecutivi.
Fini, un nonno paterno militante comunista e uno materno che aveva fatto la marcia su Roma, nel '77 è segretario del Fronte della Gioventù e nell'83 viene eletto per la prima volta deputato della Camera, dove resterà per 21 anni consecutivi.
Nell'87, diventa segretario del Movimento sociale italiano e ricopre questo incarico fino al gennaio del '90.
Lo ricoprirà di nuovo dal '91.
Sono anni difficili e impegnativi: nel 1987 riesce a rianimare il partito che si trovava in uno stato di crisi e nel 1993 sfida Francesco Rutelli nella corsa a sindaco di Roma. Perde la battaglia, ma ottiene un importante successo politico e personale. È in quell'anno che Silvio Berlusconi si schiera a suo favore.
Tappa decisiva nella marcia del vicepremier, è il 1994 quando viene fondata Alleanza Nazionale e Fini è nominato coordinatore. La data, però, che sancisce la trasformazione definitiva del nuovo partito è quella del congresso di Fiuggi (dal 25 al 29 gennaio del 1995), qui Fini viene eletto presidente.
Sono anni difficili e impegnativi: nel 1987 riesce a rianimare il partito che si trovava in uno stato di crisi e nel 1993 sfida Francesco Rutelli nella corsa a sindaco di Roma. Perde la battaglia, ma ottiene un importante successo politico e personale. È in quell'anno che Silvio Berlusconi si schiera a suo favore.
Tappa decisiva nella marcia del vicepremier, è il 1994 quando viene fondata Alleanza Nazionale e Fini è nominato coordinatore. La data, però, che sancisce la trasformazione definitiva del nuovo partito è quella del congresso di Fiuggi (dal 25 al 29 gennaio del 1995), qui Fini viene eletto presidente.
Nel simbolo del nuovo soggetto politico rimane, anche se rimpicciolita, la 'fiamma' tricolore del Msi (che era stata ideata nel 1947). Nella 'svolta'di Fiuggi, viene proclamata la condanna dell'antisemitismo e delle leggi razziali.
Dal 1994, Fini fa parte del I governo Berlusconi dove sono presenti anche ministri di An. Ma caduto l'Esecutivo, inizia un altro periodo complicato e segnato da scelte difficili: come quella, nel '98, di dichiararsi a favore delle riforme portate avanti dalla Bicamerale di Massimo D'Alema (mentre Berlusconi vi si oppose facendola poi naufragare), o ancora quella di sostenere i due referendum per l'abolizione della quota proporzionale e poi, nel 1999, l'alleanza non proprio fruttuosa con Mario Segni alle Europee (l'elefantino).
Dal 2000 ricomincia, quindi, una stretta alleanza con Berlusconi e nel 2001 Fini si ripresenta alle elezioni con gli alleati della Casa delle Libertà, anche se il risultato di An non è dei migliori rispetto al passato.
Dal 1994, Fini fa parte del I governo Berlusconi dove sono presenti anche ministri di An. Ma caduto l'Esecutivo, inizia un altro periodo complicato e segnato da scelte difficili: come quella, nel '98, di dichiararsi a favore delle riforme portate avanti dalla Bicamerale di Massimo D'Alema (mentre Berlusconi vi si oppose facendola poi naufragare), o ancora quella di sostenere i due referendum per l'abolizione della quota proporzionale e poi, nel 1999, l'alleanza non proprio fruttuosa con Mario Segni alle Europee (l'elefantino).
Dal 2000 ricomincia, quindi, una stretta alleanza con Berlusconi e nel 2001 Fini si ripresenta alle elezioni con gli alleati della Casa delle Libertà, anche se il risultato di An non è dei migliori rispetto al passato.
Fini è l'unico vicepremier del governo, e in questa veste comincia un'intensa attività di politica estera: va negli USA dopo l'11 settembre 2001; nel 2002 viene designato come rappresentante del governo italiano alla Convenzione Ue per l'elaborazione della Costituzione europea; compie una serie di viaggi nei Paesi dell'Est destinati ad entrare nell'Ue e poi va in Israele.
È il 24 novembre del 2003 e lì c'è l'ulteriore e definitiva condanna del fascismo. Fini, in una visita che da più parti è stata definita storica, sostiene: «Il fascismo è stato anche altre cose, ma dobbiamo averel'onestà intellettuale di riconoscere tutta la verità, e se la Shoah rappresenta il male assoluto ciò vale anche per le pagine del fascismo che hanno contribuito ad essa».
È il 24 novembre del 2003 e lì c'è l'ulteriore e definitiva condanna del fascismo. Fini, in una visita che da più parti è stata definita storica, sostiene: «Il fascismo è stato anche altre cose, ma dobbiamo averel'onestà intellettuale di riconoscere tutta la verità, e se la Shoah rappresenta il male assoluto ciò vale anche per le pagine del fascismo che hanno contribuito ad essa».
Dal vicepremier arriva anche la condanna per «l'ignavia, l'indifferenza e la complicità che fecero sì che gli italiani, nel 1938, non reagissero alle infami leggi razziali». Tali parole vengono apprezzate da molti, ma suscitano anche polemiche nell'ambito della sua parte politica che culminano nell'uscita di Alessandra Mussolini da An.
Fini prosegue il suo cammino e a più riprese e sempre più insistentemente viene indicato come possibile futuro ministro degli Esteri. È di quindici giorni fa il viaggio a Mosca per incontrare Putin; è della settimana scorsa - Fini è già ministro degli esteri 'in pectore' - la nuova visita in Israele per colloqui con Sharon.
Oggi il traguardo di un lungo cammino con la nomina alla Farnesina.
Fini prosegue il suo cammino e a più riprese e sempre più insistentemente viene indicato come possibile futuro ministro degli Esteri. È di quindici giorni fa il viaggio a Mosca per incontrare Putin; è della settimana scorsa - Fini è già ministro degli esteri 'in pectore' - la nuova visita in Israele per colloqui con Sharon.
Oggi il traguardo di un lungo cammino con la nomina alla Farnesina.
Nico Dambrosio.
Alleanza Nazionale Città di Altamura


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